Successe nel 2001. I giocatori del Treviso, campionato di serie B, prima di scendere in campo si dipinsero la faccia di nero, lo stesso colore costato qualche giorno prima al giovane nigeriano Akeem Omolade i fischi della curva, e alla città, il marchio della vergogna. Applausi, abbracci per il nigeriano, che entrò e segnò. Il Treviso non si salvò dalla retrocessione, ma il gesto dei suoi uomini rimase per sempre nella storia come esempio di solidarietà concreta nel mondo del calcio italiano. http://www.repubblica.it/online/campionato/truccati/truccati/truccati.html
mercoledì 20 gennaio 2010
domenica 17 gennaio 2010
giovedì 7 gennaio 2010
TIFO POSITIVO
"Si può tifare positivo: in Spagna ho visto intere famiglie allo stadio. La risposta alla violenza siete voi. Quando nel 2007 fu ucciso l'ispettore Raciti a Catania e si parlò di partite a porte chiuse, io lanciai un altro genere di proposta: fate entrare solo i bambini negli stadi. Tifare positivo si può se prevalgono i concetti del tifare a favore e del rispetto dell'avversario. Facciamo un gioco per spiegarlo. Quanto di voi tifano Milan? E quanti tifano Inter? Bene, pensate come sarebbe il vostro tifo di interisti se non ci fossero i milanisti e viceversa. Il tifo è come il calcio: servono due squadre per giocare una partita. Nelle partite bisogna rispettare le regole e gli avversari. La stessa cosa deve avvenire con il tifo. Il calcio è integrazione. E' una grande risposta al razzismo. Il calcio è uno strumento formidabile per favorire l'incontro e il dialogo di persone di mille culture diverse." (Damiano Tommasi, calciatore e campione completo)
domenica 3 gennaio 2010
UN AMORE PER TUTTI
L’amore che auguro a tutti nel nuovo anno non ha un nome e un cognome. E' un amore senza esitazioni, senza rinvii, senza dubbi, un amore definitivo, senza ombre, impossibile da misurare, un sentimento che guardi al futuro e osi fare progetti senza sosta. Un amore capace di sfidare il tempo e il dolore, così forte da far dimenticare le umiliazioni e le incomprensioni, così assoluto da far provare le vertigini. Auguro a tutti questo amore un po’ difficile perchè ognuno capisca finalmente se è davvero capace di amare con tutto il cuore.
lunedì 28 dicembre 2009
I BAMBINI CONOSCONO LA VERITA'
"Dieci anni fa a Monte di Malo, in uno dei tanti laboratori d'arte che tengo nelle scuole, una bambina di quinta elementare - si chiamava Maria Dal Pozzolo - compose questa poesia pensando a quella scultura: “Cosa stai osservando di così meraviglioso nel cielo lontano? Sto osservando la vita, il tempo che verrà, i giorni che sto aspettando. Ho in mano questo ombrello che lungo la mia esperienza mi proteggerà dai lampi accecanti, dalla forte pioggia, dal male, dai mille problemi che dovrò affrontare. Ma aspetto il mio futuro con gioia e sorridendo perché l’ombrello sono i miei amici, la mia famiglia e tutte le persone che mi vogliono bene, potrò contare sul loro aiuto. Questo ombrello sarà il mio talismano”. I bambini conoscono le risposte." (Alfonso Fortuna, scultore)
domenica 27 dicembre 2009
UNA STRAGE SILENZIOSA
“Sono innocente”. È il grido di dolore che è stato trovato vergato all’interno della cella del carcere S. Pio X, a Vicenza, dopo il settantesimo suicidio avvenuto nelle carceri italiane nel 2009. Il successivo, qualche ora dopo, in una cella di Roma. Si tratta, annota l'Osservatorio permanente sulle morti in carcere, “del numero più alto di suicidi in carcere mai registrato in Italia”. A proposito dell’uomo che si è ucciso a Vicenza, “Non sapremo mai era davvero innocente, ma di certo sappiamo - commenta l’Osservatorio - che ha usato il suo corpo, la sua vita, nell’estremo tentativo di essere ascoltato e creduto. Premettendo che ogni decesso dietro le sbarre rappresenta di per sé un fatto inaccettabile per la civiltà del paese e per le nostre coscienze, viene da chiedersi quanti dei detenuti che muoiono ogni anno avrebbero potuto essere fuori dal carcere e, probabilmente, essere ancora vivi. E quanti di questi sono morti prima ancora di essere giudicati da un tribunale?”. Anche se la strage continua nell’indifferenza e nel silenzio, il fenomeno non può più essere ignorato.
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