"La notizia della sottrazione del 5 per 1000 dell’attuale Governo alle Onlus è veramente stupefacente, perché non si tratta di tagliare spese o ridurre investimenti per far quadrare i conti ma di prendere i soldi che i cittadini destinano a uno scopo ben preciso e usarli in altro modo. Dal punto di vista etico sarebbe stato più lineare e corretto dire che lo Stato non si poteva più permettere di devolvere il 5 per 1000 delle tasse degli italiani ad associazioni di assistenza, volontariato e gruppi con finalità sociali. Avremmo pensato che era molto grave e che si faceva pagare un prezzo ulteriore alle fasce più deboli della società. Invece si è scelto non solo di tagliare ma anche di prendere in giro i cittadini: diventa ridicolo preoccuparsi di individuare un’associazione degna di prendere una piccola parte delle nostre tasse, quando quasi certamente i nostri soldi finiranno in un indistinto calderone. Non si tratta di grandi cifre e non posso credere che non ci fosse nulla di più degno di essere tagliato, invece si è scelto di colpire voci meno potenti e che non hanno grandi lobby organizzate a proteggerle. Non resta che sperare in un momento di vergogna, almeno di imbarazzo del governo e della maggioranza, che spinga a emendare questa decisione al Senato." (Mario Calabresi)
domenica 21 novembre 2010
TAGLI IMBARAZZANTI
venerdì 19 novembre 2010
W LA CULTURA?
L’Italia è un Paese in cui
domenica 7 novembre 2010
CATASTROFI ANNUNCIATE
domenica 17 ottobre 2010
BIG BANG BIG BOOM
Il cortometraggio italiano "Big Bang Big Boom" del videomaker 'Blu' ha vinto la 5.a edizione del Festival d'Animazione di Bucarest. Realizzato nel 2010, il film racconta, con la tecnica della stop motion e utilizzando sia graffiti sia installazioni, una teoria non scientifica dell'evoluzione e delle sue conseguenze (video da YouTube).
sabato 16 ottobre 2010
CILE: 40 REPORTER PER OGNI MINATORE
Nell’era di Internet, quanti reporter ci vogliono per «coprire» un salvataggio di una miniera sudamericana? E’ la domanda più frequente su Twitter in questi giorni e a cui hanno provato a rispondere giornalisti, docenti esperti di media e blogger appassionati di giornalismo, dopo il lieto fine del recupero dei 33 minatori in Cile. Il numero di inviati sulla scena (1.300, ma c’è chi ne ha contati addirittura 1.700) appare a tutti sproporzionato. In Cile ha avuto molto più impatto sulla popolazione il terremoto di 8 mesi fa, eppure nessuno l’ha coperto. Tutti alla fine ammettono: il fatto è, ci piaccia o no, che nell’era dell’informazione globale quando c’è una storia che risveglia l’interesse umano essa diventa «la» storia, cioè quella che porta i clic e le vendite, e fa quindi gola a tutti i giornali.
