lunedì 25 aprile 2011
ESSERE EUROPA
domenica 20 marzo 2011
QUANTITA' E QUALITA'
giovedì 17 marzo 2011
ITALIA, 2011
Niente disabili a Nove (Vicenza) dove nel prossimo week end si terranno i Giochi della Giuventù 2011. Questo il decreto del ministero della Pubblica Istruzione. La modulistica diffusa dalla Gelmini, infatti, per le iscrizioni alle finali nazionali degli Studenteschi di corsa campestre che si svolgeranno domenica in un percorso sugli argini del fiume Brenta, non prevede quella abitualmente prevista per gli studenti disabili. Dunque i giochi sportivi studenteschi, da sempre simbolo di unità e integrazione per tutti i giovani, vedranno la grande assenza dei ragazzi disabili, ancora una volta discriminati. "E' inaccettabile - dichiara Aurelio Mancuso, presidente di Equality Italia, rete trasversale sui diritti civili - Il Ministro Gelmini dovrebbe spiegare pubblicamente perchè la modulistica esclude i ragazzi disabili, ma ancor più urgentemente dovrebbe porre rimedio a questa decisione discriminatoria e ritirare il divieto". "Il Ministro ritiri il divieto con urgenza" aggiunge Simona Clivia Zucchett, del coordinamento di Equaliy Italia, annunciando che "come Equality ci faremo promotori di una raccolta di firme di protesta verso il Ministro delle associazioni che tutelano i disabili". (Da "Il Gazzettino" del 17 Marzo 2011)
BUON COMPLEANNO A TUTTI NOI ITALIANI
sabato 19 febbraio 2011
FOLLIA ESTREMA
venerdì 31 dicembre 2010
CULTURA E SPAGHETTI
Una frase letta sui muri di Scampia, a Napoli: "Non vogliamo vivere solo di spaghetti".
giovedì 23 dicembre 2010
RICORDO DEL “VECIO”
Nel giugno 2002, durante lo svolgimento dei Mondiali di Corea del Sud e Giappone, posi due domande ad Enzo Bearzot, nell’occasione opinionista per un noto giornale nazionale, affidandomi alla sua saggezza ed esperienza del mestiere. E’ un modo per ricordare il grande “vecio” del calcio italiano e mondiale che ci ha appena lasciato.
- Germania-Arabia Saudita 8-0. Signor Bearzot, l’allargamento della partecipazione al Mondiale ha davvero un senso?
“Certo che no. L’allargamento a ogni costo è la politica della Fifa ormai da tanti anni. Una squadra che debutta prendendo 8 gol non è da Mondiale: fermo restando che a 4,5, la Germania si poteva fermare.”
- Secondo la sua esperienza personale, per un arbitro (o suo collaboratore), a posteriori, è più pesante il pentimento per aver convalidato una rete irregolare o il dispiacere per aver annullato un gol valido?
“Tra le tante lettere e messaggi che parlano di arbitri ho scelto la sua. Non perché io sia in grado di rispondere: penso che il rammarico per un errore, commesso in buona fede, sia sempre lo stesso. Ma perché il suo tentativo di mettersi nei panni dell’arbitro mi ha fatto tornare alla mente una mia vecchia idea. Ho letto nei giorni scorsi che Blatter, di fronte al ripetersi degli errori ha prospettato l’eventualità, per il futuro, di affidarsi anche ad ex calciatori. Bene, sarebbe ora. Il calciatore termina la carriera tra i 30 e i 35 anni. E’ in condizioni atletiche ottimali, è mediamente ricco e indipendente dal punto di vista economico e dovrebbe conoscere alla perfezione i regolamenti. Chi è stato giocatore certe valutazioni non le può sbagliare: la gravità di un fallo, l‘intenzione di far male, la volontà di simulare, chi ha giocato i trucchi li conosce e li annusa prima ancora che vengano messi in pratica. Resterebbe il grande problema del fuorigioco, quello sì: perché nemmeno chi ha giocato ha quattro occhi, e può essere in grado di vedere contemporaneamente il punto da cui parte il pallone e la posizione esatta di attaccante e difensore. Quella è una regola che va limitata alle sole aree di rigore. Ma con un arbitro che abbia giocato ad alto livello, e che dia le garanzie morali per tale ruolo, avremmo un calcio finalmente garantito.”